Salesianum

Annus LXXX - N. 2
APRILIS - IUNIUS 2018

Indice

  • Fabio Pasqualetti, Il cristiano del futuro. Interprete critico del presente e custode dell’umano
    Il contributo affronta il paradosso dello sviluppo che dal dopo guerra aveva promesso un modo migliore per tutti, ma che invece, in particolare dagli anni ’80 in poi, sta globalizzando la povertà e concentrando la ricchezza in mano a una piccolissima minoranza di potenti. Alle radici di questo fallimento c’è un processo di disumanizzazione in atto, che consiste nell’aver sottomesso tutto alla logica del denaro, dell’economia e della finanza. La progressiva disgregazione dei legami sociali contribuiscono anche le tecnologie della rete, in particolare nelle forme social, che finiscono per favorire patologie di narcisismo collettivo. In una società che ormai si pensa e si spiega senza Dio, il cristiano è sfidato proprio sulla capacità di essere un attento interprete del presente per capire quali scelte fare per il bene dell’umanità e della casa comune. Deve perciò essere custode dell’umano cioè di quelle dimensioni che consentono di ricostituire valori come il legame sociale, la famiglia, la comunità, la solidarietà e il bene comune.
    The paper challenges and reflects on the development paradox, which since postwar promised an enhanced way of life for everyone, but instead, especially since the 1980s, began globalizing poverty and concentrating wealth in the hands of a very small minority of powerful people. The result for this core failure was the process of dehumanization where the logic of money, economy, and finance had the upper hand. Networking technologies also contributed to the progressive disintegration of social relations, particularly in creating social profiles, where pathologies of collective narcissism were/ are favored. We live in a society where God stands secondary or does not exist; Christians thus stand precisely challenged on their ability to be careful expositors of the present, to understand what choices to make for the good of humanity and for planet earth our common home. They must, therefore, be the guardian of humans, i.e., of those dimensions that allow us to reconstruct values such as social bonding, family, community, solidarity, and the common well-being.
  • Joshtrom Isaac Kureethadam, I giovani e la cura della casa comune: la sfida dell’educazione ecologica
    Il presente articolo riflette sul tema dei giovani e la cura della nostra casa comune. Inizia con una rapida panoramica dello stato precario della Terra, evidenziandone le dimensioni fisiche e morali, ascoltando “sia il grido della terra che il grido dei poveri”. (Laudato si’, 49). L’articolo continua quindi a concentrarsi sugli impatti negativi della crisi ecologica su bambini, giovani e generazioni future. Abbiamo la responsabilità morale di consegnare una casa planetaria abitabile ai nostri figli e alle generazioni future. La sezione finale dell’articolo tratta dell’importanza dell’educazione ecologica. Papa Francesco ci ricorda, in Laudato si’, che abbiamo bisogno di un paradigma educativo olistico capace di condurre alla cittadinanza ecologica, in modo che tutti possiamo sentirci e agire come membri di una famiglia comune. Un vero segno di speranzaInterculturalità e discernimento vocazionale oggi è che i giovani stanno diventando sempre più protagonisti nella cura della nostra casa comune.
    The present article reflects on the theme of young people and care for our common home. It begins with a rapid overview of the precarious state of Earth, evidencing its physical and moral dimensions, listening to “both the cry of the earth and the cry of the poor”. (Laudato si’, 49). The article then goes on to concentrate on the negative impacts of the ecological crisis on children, young people and future generations. We have a moral responsibility to hand over a habitable planetary home to our children and future generations. The final section of the article deals with the importance of ecological education. As Pope Francis reminds us in Laudato si’, we stand in need of a holistic educational paradigm capable of leading to ecological citizenship, so that we can all feel and act as members of a common household. A true sign of hope today is that young people are increasingly becoming protagonists in caring for our common home.
  • Méthode Gahungu, Gli Antibarbari. Erasmo di Rotterdam tra filosofia, politica e religione
    Oggi si riconosce la presenza multiculturale in tutte le società umane del mondo. In questa situazione, il diritto alla diversità e la valorizzazione delle identità culturali diventano delle questioni inevitabili. Per questo fatto, la Chiesa e le grandi organizzazioni internazionali incaricate di orientare l’educazione (l’UNESCO per esempio) stanno maturando la riflessione per fornire le strategie operative capaci di facilitare l’interazione tra le culture. La pluralità di visioni e di punti di vista fa parte di questa diversità culturale che compone l’unità del mondo. Nella prospettiva della preparazione al sinodo dei giovani (2018), è necessario chiedere al discernimento di esaminare la presenza di questa cultura interculturale nei giovani, per preparare un mondo aperto al dialogo e agli scambi fruttuosi. Questa riflessione chiarisce che servono accompagnatori che hanno già assimilato questa cultura.
    Undoubtedly, the worldwide society is becoming ever more multicultural. In such a situation, the right to diversity and to cultural identity emerge as inevitable questions. For this reason, the Church and the international organizations (such as the UNESCO) that have the task of guiding the educational process are seriously engaged in providing operative strategies capable of facilitating cultural interaction. In a certain sense, plurality of visions and points of view form part of the cultural diversity that shapes the unity of humankind. In the perspective of preparation for the Synod on Youth (2018), it is then necessary that the discernment process take into account the intercultural interaction among the young, to move towards a world open to dialogue and reciprocal enrichment. The present contribution clarifies that those who accompany the young in this process themselves be attuned to interculturality.
  • Lorenzo Biagi, Discernimento come stile ed atteggiamento di vita
    Il contributo si propone di approfondire ed esplorare la figura singolare del discernimento prima che come tecnica, come stile ed atteggiamento di vita. “Stile” ed “atteggiamento” indicano di fatto qualcosa che è più impegnativo dell’apprendimento di una tecnica, per quanto utile e perfino scontata. Viene argomentata la comprensione del discernimento come una sorta di “universale culturale”, in quanto esso si incarna nello statuto d’incompiutezza degli esseri umani, e pertiene al loro rapporto con se stessi, con il mondo, con l’opacità dell’esistenza e con l’imperscrutabile. Ma è anche il modo principale per cercare di rispondere ad una sete di autenticità e di non sprecare la propria vita. Il discernimento è in effetti anzitutto uno stile di vita, ossia esso ha la capacità, mediante un esercizio costante, di dare una forma nuova al modo di essere e insieme di far fiorire i tratti specifici della propria persona. Questo implica vivere la vita come ricerca instancabile del bene. Nel cristianesimo, in particolare, prima che una tecnica, il discernimento è un processo di conversione che avviene concretamente assumendo lo stile stesso di Gesù. La vera sfida iscritta nel discernimento cristiano, è quella di plasmare il proprio essere alla luce della redenzione, cioè imparare a leggere la storia personale e collettiva dal punto di vista di Dio.
    The article aims at deepening and exploring the unique characteristic of discernment as a lifestyle and attitude before than as a technique. “Style” and “attitude” actually indicate something that is more challenging than learning a technique, however useful and even obvious. The understanding of discernment is discussed as a sort of “cultural universal” since it is embodied in the status of incompleteness of human beings and pertains to their relationship with themselves, the world, the opacity of existence, and the inscrutable. But it is also the main way to try to respond to a thirst for authenticity and not to waste one’s life. Discernment is, in fact, first and foremost, a lifestyle. Namely, it has the ability, through constant exercise, to give a new form to the way of being and at the same time to make the specific traits of any person flourish. This implies living life as a tireless search for good. In Christianity, in particular, before being a technique, discernment is a process of conversion that takes place concretely by assuming Jesus’ same style. The true challenge inscribed in Christian discernment is that of shaping one’s being in the light of redemption, that is, learning to read the personal and collective history from God’s point of view.
  • Carlo Meneghetti, La vocazione come “trampolino”. Eccomi, ci sono!
    La parola vocazione suscita spesso una sorta di timore “reverenziale”, la mente corre al mondo religioso relegandone il significato in un ambito ristretto. Vocazione però è molto altro: ognuno è chiamato a saltare dal proprio “trampolino” per compiere il proprio volo e per tracciare il personale cammino sia attuale che futuro. I giovani, in particolare, sono chiamati in questa sfida. Il Sinodo dei Vescovi sui Giovani, propone alcuni spunti di riflessione per “osservare” con occhi sempre nuovi questa importantissima età della vita.
    La centralità della persona e la cura della progettazione, attraverso iniziative che valorizzino il tempo presente, il dialogo con i giovani e l’intento di “fare con loro e non per loro”, sono il cuore e lo sfondo dell’articolo.
    The word vocation often has a scary reverential effect, it brings to mind something religious, relegating its meaning to a narrow view of it. But vocation is much more than this: everyone is called to jump from their diving board to take on their flight and follow their personal road both now and in the future. young people, in particular, are called to this challenge, the Synod of Bishops on youths, proposes some tips to reflect upon and to observe this most important stage of life from continuously new points of view.
    Always putting the person at the center and curating the procedure, through initiatives which highlight the present time, talking with young people and with the intent of “doing with them and not for them”, are at the heart and the background of this article.
  • Francis-Vincent Anthony, Intercultura ed educazione dei giovani alla fede
    Il documento preparatorio del prossimo Sinodo dei Vescovi su «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» considera il pluralismo culturale e religioso contemporaneo come un segno dei tempi, e come tale una sfida ed un’opportunità di confronto fecondo ed arricchimento reciproco. Pertanto l’educazione dei giovani alla fede oggi non può ignorare la sfida dell’interculturalità. In quanto il requisito primario per un approccio interculturale all’educazione della fede sono gli evangelizzatori aperti al pluralismo culturale, iniziamo la prima parte con la presentazione dei risultati di una ricerca empirica sull’argomento. In seguito, nella seconda, precisiamo le strategie educative che mettono in risalto l’educatore, l’educando e la comunicazione tra essi. Nella terza parte prendiamo in considerazione le dinamiche evolutive di interculturalità in termini di sviluppo intellettuale ed etico essenziale per lo sviluppo della competenza interculturale. Nella ultima parte esploriamo brevemente i presupposti sottostanti alle culture quale dimensione più profonda di esse, e successivamente, precisiamo ermeneutica interculturale, critica interculturale e partecipazione interculturale come tre modalità concrete che possono contribuire alla maturazione della fede dei giovani.
    The preparatory document of the coming Synod of bishops on «Young People, the Faith and Vocational Discernment» considers the contemporary cultural and religious pluralism a sign of our times, and as such a challenge and an opportunity for fruitful dialogue and mutual enrichment. Therefore, faith education of the young today cannot ignore the challenge of interculturality. Insofar as evangelizers open to cultural pluralism are the primary requisite for an intercultural approach to faith education, we begin by first presenting the relevant results of an empirical research. Secondly, we specify the educative strategies that highlight the educator, the student and the communication between them. Thirdly, we offer an overview of the developmental dynamics of interculturality in terms of intellectual and ethical development essential to the intercultural competence development. In the final section, we look into the underlying cultural assumptions as their deeper dimension, and then delineate intercultural hermeneutics, intercultural critique and intercultural participation as three concrete modes that can contribute to faith maturation of the young.
  • José Luis Moral, Pastorale giovanile: Fede ed educazione nella transizione all’età adulta
    L’origine della pastorale giovanile, sia come azione specifica della comunità cristiana sia come riflessione scientifica, è molto recente. Di conseguenza, non è per niente strano che esistano ancora concezioni molto diverse e addirittura fortemente contrapposte. Bisogna però riconoscere che ci sono alcuni elementi di base che qualsiasi pastorale giovanile dovrebbe sempre rispettare, pena il rischio di snaturarla. Ecco alcuni di questi elementi fondamentali: concretizzare in ogni progetto la differenza tra catechesi con giovani e pastorale giovanile; assumere la prassi come “luogo teologico”; vincolare strettamente il “principio incarnazione” con la costruzione dell’identità; pensare tutti i processi a partire dalla “mutua implicazione” tra educazione e fede, Vangelo e vita, umanizzazione ed evangelizzazione.
    The origin of youth ministry, both as a specific action of the Christian community and as a scientific reflection, is very recent. Consequently, it is not at all strange that there are still very different and even strongly opposing views. In any case, it must be recognized that there are some basic elements that any youth ministry must always respect, otherwise the risk of denaturing it. Here are some of these fundamental elements: concretize in every project the difference between catechesis with young people and youth ministry; assume the praxis as a “theological place”; tightly linking the “incarnation principle” with the construction of identity; think about all the projects based on the “mutual implication” between education and faith, Gospel and life, humanization and evangelization.
  • Miran Sajovic, L’accompagnamento dei giovani nei Padri della Chiesa
    L’articolo si inserisce nell’attuale riflessione della Chiesa in preparazione al Sinodo dei Giovani e cerca di offrire uno sguardo sui primi secoli del Cristianesimo. A tale scopo vengono esaminate alcune opere dei tre Padri latini prescelti (sant’Ambrogio, san Girolamo e sant’Agostino) attraverso le quali il lettore potrà approfondire il tema dell’accompagnamento dei giovani. Dopo alcune premesse introduttive, l’autore presenta più in dettaglio le opere patristiche. Sant’Ambrogio ci offre alcuni esempi della predicazione ai neobattezzati e alle vergini consacrate. San Girolamo, nelle sue due lettere prese in esame, elabora l’argomento dell’accompagnamento educativo per due bambine destinate a diventare vergini consacrate. Alla fine vengono presentate tre opere di sant’Agostino dove sono presentate riflessioni teoriche sull’accompagnamento all’interno della comunità cristiana.
    The article intends to enrich the current reflection of the Church in the preparation for the Synod on Youth, and tries to offer a glimpse of Early Christianity. In fulfilling such purpose, works of three distinguished Latin Church Fathers are to be examined, who are St. Ambrose, St. Jerome, and St. Augustine; through these carefully chosen works, our readers may delve into the theme of “walking with young people”. After the opening preliminary remarks, the author presents each of the selected works in greater details: St. Ambrose offers us examples which are found in his homily to the newly baptised, and to the consecrated virgins; St. Jerome, in his two letters those are to be scrutinized, elaborates the idea of an “educative companionship” for two young girls who are meant to be consecrated virgins; finally three of the St. Augustine’s works will be presented, in which theoretical reflections on spiritual guidance within the Christian community are expressed.
  • Giorgio Degiorgi, «Vera educatio». Considerazioni canoniche circa l’educazione dei giovani
    Accompagnare i giovani per aiutarli a realizzare il loro progetto di vita è il senso ultimo dell’agire educativo. Tenendo presente alcune considerazioni a partire dal tema dal prossimo Sinodo dei Vescovi, il contributo mette in luce le principali coordinate normative che il Codice di Diritto Canonico prende in considerazione circa l’educazione dei giovani. Il tema è esaminato a partire dalle finalità che la “vera educazione” vuole raggiungere e si concentra sulle dimensioni della personalità verso le quali si riferisce l’agire educativo. Il contesto culturale in cui i giovani sono inseriti necessita di proporre cammini che abbiano come meta la formazione di coscienze libere e radicate nella Verità: la vigente normativa, come anche i più recenti interventi magisteriali, offrono una risposta al rischio educativo che la Chiesa ha il dovere di assumere.
    The ultimate goal of education focuses towards accompanying the youth so that they can realize their life project. While keeping in mind some considerations from the theme of the next Synod of Bishops, the contribution highlights the main interconnected norms established in the Code of Canon Law concerning the education of the youth.
    The theme examines the aims that the “true education” wishes to achieve and focuses on personality dimensions proper to education of the youth. The cultural context in which the youth find themselves ought to propose concrete ways proper to the formation of human conscience and rooted in the Truth. The current legislation, as well as the most recent magisterial interventions, offer a response to educational risk that the Church has the duty to accede.

Periodicum internationale trimestre editum a professoribus Pontificiae Studiorum Universitatis Salesianae – Romae

SALESIANUM è un’espressione scientifica dell’Università Pontificia Salesiana in sintonia con la missione salesiana e con la sua originale collocazione nel concerto delle Università Romane. Pubblica contributi che sono frutto del lavoro di ricerca e di docenza dei professori dell’UPS nel campo delle scienze teologiche, canonistiche, filosofiche, pedagogiche e delle lettere cristiane e classiche.

 

 

 

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