Salesianum

Annus LXXX - N. 3
IULIUS - SEPTEMBER 2018

Indice

  • Maurizio Marin La giustizia ingiusta nell’Apologia e nell’Eutifrone di Platone
    Nella prima parte dello studio qui presentato si enuclea la concezione della giustizia che Socrate cerca di suggerire ai giudici e quale invece traspare dai suoi accusatori e alla fine condivisa dagli stessi giudici nella conferma della condanna; nella seconda parte, tramite l’analisi dell’Eutifrone, quale concezione della religiosità avrebbero dovuto avere i giudici per comprendere le motivazioni di Socrate ed evitare di trasformare le leggi in strumento d’ingiustizia invece di espressioni della volontà di giustizia della polis.
    The concept of justice, which Socrates attempts to suggest to the judges, and that which transpires among those who accuse him, and which is eventually accepted by the judges who confirm his death sentence, is the focal point of the first part of this article. In the second part, by means of an analysis of the test of Euthyphro, the chief subject is the concept of religion that the judges should have adopted in order to understand Socrate’s motives and to avoid transforming the law, which should be an expression of a desire for justice in the polis, into an instrument of injustice.
  • Mauro Mantovani La dottrina della “guerra giusta” in Francisco Suárez
    Questo contributo presenta alcune note sulla teoria suareziana della “guerra giusta”, argomento a proposito del quale il maestro spagnolo continua ad essere molto studiato, anche in chiave comparativa. Lo studio e l’approfondimento di questo teologo, giurista e metafisico gesuita si mostra di grande attualità perché può offrire degli utili spunti per cercare di rispondere alla domanda se può esistere una “guerra giusta”, e se può o deve darsi una “guerra umanitaria”. Suárez si interrogò infatti sul tema della liceità e doverosità o meno dell’intervento bellico preventivo per soccorrere gli innocenti, nonché sulla questione della possibilità di una eventuale guerra che sia “giusta” per entrambe le parti in conflitto. Si presentano per questo i principali elementi della disputatio De bello, dopo aver contestualizzato il problema del diritto di guerra, e l’insieme della produzione del teologo spagnolo di cui nel 2017 ricorreva il quarto centenario dalla morte.
    This contribution presents some notes on Suárez’s theory of “just war”, a topic about which the Spanish master continues to be well studied, even in comparative terms. The study and deepening of this Jesuit theologian, jurist and metaphysician is very timely because it can provide useful insights to answer the question of whether there can be a “just war”, and whether there can or ought to be a “humanitarian war”. Suárez questioned the legality and appropriateness of a preventive war intervention in order to assist the innocents; he also discussed the possibility of any war being “right” for both sides in the conflict. This is why, after having contextualized the problem of the right to war and the production of the Spanish theologian, the main elements of his disputatio De bello are presented in his fourth death centenary.
  • Adrienne Suvada Una comunicazione globale ed orientata al futuro per la Chiesa armeno-cattolica
    L’articolo esamina l’importanza della comunicazione per una Chiesa abbastanza piccola, ma che agisce a livello globale. È il caso della Chiesa armeno-cattolica. Si mostrano le diverse possibilità e le difficoltà per una Chiesa che ha un’identità forte, ma che al momento offre una comunicazione abbastanza scarsa e non attuata al mondo moderno e digitale. Internet viene presentato come elemento importante della comunicazione e si esaminano i bisogni di una buona comunicazione digitale ed ecclesiale. Si fa vedere che la comunicazione è anche un elemento che preserva le radici e che promuove l’unità in un mondo globalizzato. La Chiesa ha bisogno di questo strumento importante, che è la comunicazione. Se usata in maniera professionale, riesce a collegare non soltanto la Chiesa armeno-cattolica, ma tutti i fedeli.
    The paper presents the importance of communication for a Church that is quite small, but operating on a global level. This is the case of the Armenian Catholic Church. The paper shows the possibilities and the difficulties for this Church, which, gifted with a very strong identity, at present does not have a good communication and is not prepared for modern and digital environment. Internet is presented as a significant element in communication. The needs of good digital and ecclesial communications are also presented. Emphasis is placed on one’s own root and the need to promote unity in a global world. The Church needs means of communication as an important instrument. When used in a professional manner, it can bring together not only the Armenian Catholic Church, but all the faithful.
  • Paolo Zini Resilienza o perversione del religioso? Una sfida post-illuministica
    Nel nostro tempo la religione conosce una vitalità che convive con le sue più pericolose patologie. La profezia illuministica di una ragione che avrebbe privato la Studiorum summaria 403 religione del suo pathos è smentita. È allora opportuno riflettere ancora sul senso dell’Illuminismo, artefice di una semplificazione ontologica – regressiva rispetto alle acquisizioni cristiane – che assegna all’immanenza del patto civile le qualità prima riconosciute alla trascendenza oltremondana. Quella consacrazione dell’immanenza, logorata dal narcisismo postmoderno e dall’energetismo postumano, abbandona oggi alla lacerazione un tessuto comunitario nel quale convivono indifferenze assolute e assolute follie, prodotte da libertà legate solo a se stesse e incapaci di condividere ragioni trascendenti di dedicazione.
    In our times religion co-exists with its most dangerous pathologies. The prophecy of the Enlightenment that reason would have deprived religion of its pathos has been refuted. It is therefore opportune to reflect once more upon the sense of the Enlightenment which effected an ontological simplification which was regressive when compared to that acquired by Christianity, which attributes to an immanent social contract those qualities which hitherto were acknowledged to the transcendence of another world beyond ours. This consecration of immanence which has been worn threadbare by post-modern narcissism, and the post-human theory that energy and not matter is the substance of the universe, today relinquishes the fabric of the community to laceration, where absolute indifference and sheer folly live side by side since they were produced by a liberty which was linked only to itself and incapable of sharing a transcendent reason of dedication.
  • Jose Kuruvachira Il fondamentalismo indù contemporaneo
    L’esistenza del fondamentalismo indù in India e la persecuzione delle minoranze religiose come i cristiani, i musulmani ed altre, da parte dei gruppi fondamentalisti, non sono sempre conosciuti in Occidente. C’è una relazione intima tra il nazionalismo indù e il fondamentalismo. Ci sono diverse cause – sia reali che immaginarie – per l’ascesa del fondamentalismo; e l’ideologia ha le proprie caratteristiche e strategie specifiche per promuoverla. L’articolo conclude con una valutazione critica del fondamentalismo indù, con qualche suggerimento per superarlo, che include un particolare appello a tutti gli indiani di emulare l’esempio della tolleranza religiosa di Asoka l’imperatore buddista, Akbar il sovrano musulmano Moghul, e il Mahatma Gandhi, un indù, e il padre della nazione.
    The existence of Hindu fundamentalism in India and the persecution of religious minorities like Christians, Muslims and others by fundamentalist groups are not always known in the West. There is an intimate relationship between Hindu nationalism and fundamentalism. There are several causes – be they real or imaginary – for the rise of fundamentalism, and the ideology has its own specific characteristics and strategies to promote it. The article concludes with a critical evaluation of Hindu fundamentalism, and some suggestion to overcome it, which includes a special appeal to all Indians to emulate the outstanding example of religious toleration of Asoka the Buddhist emperor, Akbar the Muslim Moghul ruler, and Mahatma Gandhi, a Hindu, and the father of the nation.
  • Roberto Alessandrini Fare lezione. L’eredità dei saperi in un mondo digitale
    I ripetuti tentativi di riforma del mondo scolastico e universitario hanno enfatizzato aspetti procedurali e valutativi, oltre che competenze burocratico-amministrative, lasciando in secondo piano la riflessione sul ruolo dei docenti e sulla funzione insostituibile dell’insegnamento. Anche per questo è necessario interrogarsi sull’«ora di lezione» in un contesto sociale che assiste all’evaporazione dei padri e dei maestri, sul significato di eredità e patrimonio culturale e sull’esigenza di umanizzare la vita digitale dando un senso alla tecnologia e inquadrando criticamente il rapporto tra l’intelligenza simultanea, tipica del video, e l’intelligenza sequenziale, tipica del libro. Un’ora di lezione può «aprire un mondo», a condizione di recuperare l’icona dell’eros in chiave educativa, anzi, per dirla con le parole di Edgar Morin, «una rigenerazione dell’Eros» come condizione del «ben vivere», che è lo scopo finale dell’educazione.
    The repeated attempts to reform the scholastic and university systems have emphasized procedural and evaluative aspects, as well as bureaucratic-administrative skills, leaving behind a long needed reflection on the role of teachers and the irreplaceable importance of teaching. It is truly necessary to question what we call “lesson time” in a social context that witnesses the progressive disappearing of fathers and teachers, as well as the meaning of cultural heritage and the need to humanize digital life giving meaning to technology and critically framing the relationship between the simultaneous intelligence, typical of video, and the sequential intelligence, typical of the book. One hour of lecturing can “open up an entire world” if and only if the icon of ‘eros’ may be recovered from an educational standpoint, or rather, as Edgar Morin would say, “a regeneration of Eros” as a condition of “good living”, which is the final purpose of education.

Periodicum internationale trimestre editum a professoribus Pontificiae Studiorum Universitatis Salesianae – Romae

SALESIANUM è un’espressione scientifica dell’Università Pontificia Salesiana in sintonia con la missione salesiana e con la sua originale collocazione nel concerto delle Università Romane. Pubblica contributi che sono frutto del lavoro di ricerca e di docenza dei professori dell’UPS nel campo delle scienze teologiche, canonistiche, filosofiche, pedagogiche e delle lettere cristiane e classiche.

 

 

 

Direzione e Redazione:
SALESIANUM
Piazza dell’Ateneo Salesiano, 1 – 00139 ROMA (Italia)
Tel. 06 872901 – Fax 06 87290222
E-mail: salesianum@unisal.it