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Presentazione del libro di Angelo Romeo "Posto, taggo, dunque sono? Nuovi rituali e apparenze digitali"

   7 dicembre 2018

I proprietari della rete non sono benefattori, ma applicano specifiche tecniche di ingegneria sociale”. Con questa provocazione il Decano della FSC e docente di Comunicazione, il prof. Fabio Pasqualetti, ha introdotto l’incontro che si è svolto giovedì 6 dicembre nella Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università. Un momento di riflessione e confronto che ha visto protagonista il libro “Posto, taggo, dunque sono? Nuovi rituali e apparenze digitali” di Angelo Romeo, docente di Sociologia all’Università degli studi di Perugia e nella Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana. “La rete ha dato un’accessibilità incondizionata, divenendo desiderio irrefrenabile di dire quello che si pensa sempre e comunque. Scorriamo le notizie di Facebook come se fosse un’agenzia di informazioni, in modo disinteressato e distaccato”. In realtà i contenuti che immettiamo riguardano la vita delle persone e sono strettamente legati alla nostra identità. “Il grande problema è educativo e la media education non è sufficiente se pensiamo che basti applicare le regole dei media tradizionali alla Rete”.

La moderazione dell’incontro è stata affidata al giornalista e volto noto di Tv2000 Fabio Bolzetta, del quale ricordiamo le dirette e gli speciali in Piazza San Pietro durante Angelus, Udienze generali e incontri di Benedetto XVI e Papa Francesco. Bolzetta ha ricordato ai giovani studenti di avere il coraggio di “raccontare le belle realtà”, auspicando che la bontà della comunicazione e dell’informazione entri in tutte le redazioni, non solo quelle cattoliche”.

Il prof. Pasqualetti si è inoltre soffermato sul concetto di autorappresentazione, sottolineando “la necessità di visibilità continua che manifestiamo nei social network, come se dovessimo riconoscerci continuamente. Abbiamo trasformando “Internet in un palcoscenico in cui dobbiamo rappresentarci in cui c’è un io centrico che cambia la socialità e porta a disgregarci”, nonostante siano miliardi le persone che accedono ai social network più volte al giorno ogni giorno.

“La socializzazione è ormai impregnata di social media”, ne è convinta la prof.ssa Emilia Palladino, docente presso la Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana. Come sostiene il sociologo Franco Ferrarotti l’uomo contemporaneo è “homo sentiens, colui che non legge o legge poco e male, si distrae, perde il filo, non legge ma vede e ascolta. Non ragiona. Intuisce”. La professoressa Palladino non cede alla demonizzazione della Rete e dei social network, “sono strumenti umani, dipendono da noi; ma la strategia migliore per conoscerli e studiarli è la continuità dell’identità dentro e fuori la Rete”.

Il prof. Romeo ha voluto sottolineare che “stiamo perdendo il gusto di quello che viviamo per metterlo in Rete, scorriamo distratti la bacheca di Facebook mentre la realtà ci sfugge di mano. La rete ha senso – ha concluso Angelo Romeo – solo se continua nella vita reale”.

 

(Foto di Jacopo Balliana)