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Educazione alla legalità

Cosa hanno in comune legalità e Università? L’amore per la libertà e la ricerca della verità

Capitano Ultimo e Rocco D'Ambrosio inaugurano il ciclo di incontri “Un percorso di libertà. Mafie, impegno e responsabilità” promosso dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale insieme all'Associazione Libera
  16 gennaio 2020

Ieri nell’Aula Paolo VI dell’Università Pontificia Salesiana è stato inaugurato “Un percorso di libertà. Mafie, impegno e responsabilità”, un ciclo di sei incontri organizzato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale e dall’Associazione Libera.

Il primo incontro, svoltosi ieri 14 gennaio – “Comunicare la legalità nell’era della corruzione sistemica” – ha visto la partecipazione del colonnello Sergio De Caprio (Capitano Ultimo) e del prof. Rocco D’Ambrosio, docente di Filosofia Politica della Pontificia Università Gregoriana, guidati dal giornalista e docente della FSC prof. Vittorio Sammarco.

“La nostra società non ha bisogno solo di coscienza, ma anche di conoscenza”, ha detto il prof. don Fabio Pasqualetti, Decano della Facoltà, sottolineando che la corruzione fa parte della quotidianità, ci seduce e per questo diventa importante rivendicare una “buona comunicazione che permetta il confronto”.

Quale contesto migliore se non quello di un’Università, Pontificia e Salesiana, perché la “libertà interessa tutti, lo Stato, la cultura e la Chiesa”, ha spiegato don Marcello Cozzi, responsabile del settore interreligioso dell'Associazione Libera, impegnata contro le mafie e che quest’anno festeggia il suo 25° anno di attività. Anche don Cozzi ha espresso profonda soddisfazione per il percorso intrapreso con coraggio perché “la mafia e la corruzione traggono la ninfa dall’anticultura che capovolge l’idea e la concezione di vita”.

All’incontro hanno partecipato studenti liceali, universitari, educatori, insegnanti, forze dell’ordine, dimostrando la riconoscenza nei confronti del sacrificio professionale di Capitano Ultimo che il 15 gennaio 1993 a Palermo arrestò il boss della mafia Salvatore Riina. Il colonnello De Caprio non nomina mai “Totò Riina” ma, rispondendo alla domanda di Gabriele, studente del Liceo Orazio di Roma, ha parlato della necessità di “un’educazione al dono, in particolare al dono della vita” ricordando l’esempio di quanti si sono sacrificati per la giustizia e la legalità del nostro Paese. “Se ero pronto nel ’93 a uno stravolgimento della mia vita? Sì ero pronto grazie alle tecniche che il Generale Dalla Chiesa ci aveva insegnato e all’umiltà che negli anni avevo imparato dai miei colleghi, disposti a mettere a rischio la propria vita per la sicurezza degli altri”.

Il prof. Rocco D’Ambrosio, rispondendo alle domande del prof. Sammarco, ha parlato di “coscientizzazione” affinché si abbia piena consapevolezza dell’ostacolo culturale e dell’approccio negativo alla legalità. Recuperando l’insegnamento di don Milani ha ricordato che “da bestie si può diventare uomini, quest’ultimi possono diventare cristiani, ma il salto di qualità da bestie a uomini che vivono nella legalità è impossibile”. Il prof. D’Ambrosio ha rimarcato l’importanza di un “intervento formativo e culturale” e di una educazione alla verità: “dovremmo tornare ad amare la verità e non pensare di averla”.

A proposito di educazione Capitano Ultimo si è rivolto ai più giovani, spronandoli alla discontinuità, “a rompere i meccanismi comodi della routine — ha detto con forza — perché gli adulti hanno bisogno di essere contestati e di ascoltare proposte nuove. Immagino una scuola e un’università in grado di rispondere con semplicità e serietà ai piccoli problemi della quotidianità” e una società in cui l’egoismo lasci il posto al “bene comune”.

Il prossimo appuntamento in calendario è per il 4 febbraio sul tema “Le mafie tra vecchi affari e nuovi volti” con l’intervento di Antonietta Picardi, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione.

 

È disponibile il video dell'incontro “Comunicare la legalità nell’era della corruzione sistemica”.

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