Vita dell'UPS

Don Bosco tra ricerca storica e cultura visiva

La mostra «Dalle biografie al fumetto» inaugura un dialogo tra tradizione salesiana, ricerca accademica e linguaggi della cultura visiva
  16 gennaio 2026

La mostra Don Bosco: dalle biografie al fumetto è stata inaugurata presso l’Università Pontificia Salesiana con una giornata di studio e di approfondimento che ha voluto collocare la figura di don Bosco all’interno di un orizzonte più ampio di riflessione storica, culturale e comunicativa. L’iniziativa si è posta fin dall’inizio come uno spazio di dialogo tra la ricerca salesiana e il dibattito accademico contemporaneo, intrecciando lo studio delle fonti con l’attenzione ai linguaggi attraverso cui la santità è stata narrata e trasmessa nel tempo.

Il programma prevedeva il saluto iniziale del Rettor Magnifico dell’Università, don Andrea Bozzolo, ma ad aprire ufficialmente i lavori è stato il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Fabio Attard. Nel suo intervento introduttivo, dopo aver ringraziato i promotori dell’iniziativa – il Centro Studi Don Bosco in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale – ha sottolineato la rilevanza del tema proposto, definendolo cruciale non solo in ambito accademico, ma anche formativo ed educativo. Tornare alle fonti della storia del carisma salesiano, ha evidenziato, è indispensabile per poterne attualizzare il messaggio senza tradirne l’autenticità. In questo processo, l’istituzione universitaria svolge un ruolo decisivo, perché capace di coniugare fedeltà alla tradizione e creatività interpretativa, rigore scientifico e dialogo con i linguaggi del presente.

Sono seguiti gli interventi della prof.ssa Lina Scalisi, prorettrice dell’Università degli Studi di Catania, e del prof. Roberto Alessandrini, docente dell’Università Pontificia Salesiana. La prof.ssa Scalisi ha affrontato il tema Il racconto della virtù. Biografia e santità nella storia moderna, collocando il genere biografico all’interno di un più ampio contesto storico e culturale, che va oltre il caso specifico di don Bosco e si inserisce nel dibattito storiografico sulla costruzione dei modelli di santità nell’età moderna. Il prof. Alessandrini, con l’intervento Il santo educatore. Don Bosco nell’immaginario popolare, ha invece mostrato come la figura del santo salesiano sia stata rielaborata nei linguaggi della comunicazione di massa, in particolare nel fumetto biografico, mettendo in luce dinamiche narrative e simboliche condivise con la cultura popolare contemporanea. La scelta di relatori non appartenenti alla stretta cerchia degli studi salesiani ha permesso di allargare lo sguardo, favorendo un confronto fecondo tra la tradizione salesiana e le categorie interpretative della ricerca storica, antropologica e comunicativa odierna.

L’inaugurazione ufficiale della mostra è stata affidata al direttore del Centro Studi Don Bosco, don Michal Vojtàš, che ha invitato i numerosi partecipanti a cogliere l’“equilibrio grafico e contenutistico” del percorso espositivo. La mostra accosta infatti opere di grande rigore scientifico a biografie popolari e divulgative, creando un dialogo visivo e narrativo efficace. Al “nitido bianco e nero” delle biografie storiche documentate – come quelle di don Pietro Stella, don Francis Desramaut e don Pietro Braido – si affianca il “colore caldo e acquarellato” delle narrazioni pensate per i giovani: dalle biografie illustrate degli anni Trenta, firmate da autori come Giovanni Cassano, Giovan Battista Calvi e Augusto Piccioni, fino ai celebri fumetti di Jijé degli anni Quaranta e al più recente manga giapponese.

Le visite guidate, condotte dai membri del Centro Studi Don Bosco, hanno permesso di scoprire la straordinaria ricchezza del patrimonio esposto: oltre 600 titoli dedicati alla vita di don Bosco. Tra le opere più significative figurano le prime biografie di D’Espiney, Du Boys e Biginelli, l’imponente progetto delle Memorie Biografiche curate da Lemoyne, Amadei e Ceria, e le opere legate al periodo della beatificazione e canonizzazione, come la celebre biografia di Johannes Jørgensen – scritta in danese e tradotta in numerose lingue – e quella, riccamente documentata, di mons. Carlo Salotti (1929). Per l’età contemporanea spicca Don Bosco. Una biografia nuova di Teresio Bosco, dal taglio giornalistico e narrativo, tradotta in almeno 21 lingue e punto di riferimento per la conoscenza del santo nelle ultime generazioni della Famiglia salesiana.

Accanto al valore documentario, la mostra si distingue per alcune scelte espositive che ne arricchiscono l’esperienza. I pannelli bilingui (italiano e inglese) e le audioguide disponibili in quattro lingue – italiano, inglese, francese e spagnolo – rendono il percorso accessibile a un pubblico internazionale. Particolarmente apprezzato è l’“angolo lettura” conclusivo, uno spazio pensato per sostare, leggere brani selezionati delle biografie e condividere impressioni e riflessioni.

L’intera iniziativa è il frutto di un lavoro corale che ha coinvolto, oltre ai promotori, numerosi servizi e istituzioni dell’Università e della realtà salesiana: le Biblioteche Don Bosco e dell’Istituto Storico Salesiano, le case editrici LAS e LDC e diverse competenze messe a servizio di un progetto comune.

La mostra rimarrà aperta nell’atrio dell’Università Pontificia Salesiana di Roma fino al 20 febbraio 2026. La visita è libera e gratuita. Per altre informazioni e visite guidate è possibile scrivere all’indirizzo: csdb@unisal.it.

Il servizio fotografico che documenta la giornata è stato curato da studenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana, nell’ambito di un percorso formativo attento alla narrazione degli eventi culturali.