Auguri di Pasqua

«Pace a voi» (Gv 20,19.21)

La Pace pasquale è il frutto della riconciliazione che Gesù ha operato, ricucendo con la sua vita donata ciò che il peccato aveva lacerato: l’armonia con Dio, con i fratelli, con il creato
  31 marzo 2026

Cari studenti, docenti, collaboratori e amici dell’UPS,

per esprimervi i miei auguri desidero richiamare le prime parole che il Signore risorto ha rivolto ai discepoli, la sera di Pasqua, nel cenacolo: «Pace a voi» (Gv 20,19.21). L’augurio della pace era, per gli antichi, una forma consueta di saluto, come ancora oggi in molte culture. Eppure, sulle labbra del Crocifisso Risorto, quelle parole acquistano un senso nuovo, immensamente più profondo, che nasce dalla sua vittoria sul male e sulla morte. Come ha osservato papa Leone, quel saluto «non soltanto augura, ma realizza un definitivo cambiamento in chi la accoglie e così in tutta la realtà. Questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, che ci ama tutti incondizionatamente».

La Pace pasquale è il frutto della riconciliazione che Gesù ha operato, ricucendo con la sua vita donata ciò che il peccato aveva lacerato: l’armonia con Dio, con i fratelli, con il creato. Egli ha affrontato il potere del male e della morte con le sole armi dell’amore, della mitezza, del dono di sè e proprio così l’ha sconfitto. Per questo la sua vita risorta è tutta e solo pace: guarisce le ferite del cuore, dona il perdono, apre alla speranza, rende operatori di riconciliazione.
Cari amici, il saluto pasquale «Pace a voi» non è una parola del passato, ma un dono che attraversa il tempo e giunge oggi fino a noi. Esso è capace di illuminare i cuori e di smascherare la menzogna. Come ha affermato con forza il Santo Padre: «Purtroppo, fa sempre più parte del panorama contemporaneo trascinare le parole della fede nel combattimento politico, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata. I credenti devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio». Il Nome di Dio è Pace e il Risorto imprime questo nome come un sigillo su coloro che lo seguono.

A tutti voi, e alle vostre famiglie e comunità, giunga il mio più sincero augurio di una Santa Pasqua. Che la pace del Risorto vi avvolga in questi giorni, illuminando i vostri pensieri e le scelte di ogni giorno.

Buona Pasqua,

Prof. don Andrea Bozzolo, Rettor Magnifico UPS