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IA e formazione: l’UPS adotta una Policy per un utilizzo etico e responsabile

Approvato dal Senato Accademico il nuovo documento di Policy che entrerà in vigore ad experimentum con il nuovo anno accademico e offrirà alla comunità universitaria criteri, indicazioni operative e buone pratiche per un uso consapevole dell’IA
  18 giugno 2026

Il Senato Accademico dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) ha approvato, nella seduta del 17 giugno 2026, la nuova Policy per l’uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IAGen), che entrerà in vigore ad experimentum a partire dal prossimo anno accademico 2026/2027.

Il documento nasce con l’obiettivo di accompagnare l’utilizzo degli strumenti di Intelligenza Artificiale Generativa nelle attività di studio, insegnamento, ricerca e gestione amministrativa, promuovendo un uso consapevole, etico e responsabile delle nuove tecnologie.

La Policy considera l’IAGen come un’opportunità per innovare i processi di insegnamento e apprendimento e per rafforzare le attività di studio e ricerca, a condizione che essa potenzi -senza sostituire- le capacità umane. Al centro del documento vi sono infatti la responsabilità personale, l’integrità accademica, la sostenibilità, la tutela dei diritti e la centralità della persona.

Tra i principi che orientano la Policy figurano la centralità della persona, la responsabilità e competenza personale, la trasparenza, l’inclusione, l’accesso equo alle tecnologie, la sostenibilità e il rispetto della privacy, del diritto d’autore e della sicurezza dei dati.

Particolare rilievo viene dato alla distinzione tra uso corretto e uso improprio dell’IAGen. Gli strumenti di IA possono supportare il lavoro umano, ma non possono sostituire il giudizio critico, la creatività, la rielaborazione personale e la responsabilità di chi produce un elaborato, una ricerca, un contenuto didattico o una comunicazione istituzionale.

La Policy introduce inoltre indicazioni operative per l’uso dell’Intelligenza Artificiale Generativa e prevede l’obbligo di dichiararne l’impiego quando il contributo dell’IA confluisce nel prodotto finale o incide in modo riconoscibile sui contenuti, sulla struttura o sulle scelte espressive del lavoro presentato. La dichiarazione dovrà indicare gli strumenti utilizzati, la versione, le modalità d’uso e le parti del lavoro interessate.

Il documento richiama anche l’importanza di non inserire nelle applicazioni di IA dati personali o sensibili, materiali di ricerca non pubblicati, informazioni riservate o contenuti protetti da copyright, salvo specifiche autorizzazioni documentate.

Un ulteriore aspetto centrale riguarda la formazione della comunità accademica. La Policy individua cinque aree di competenza da promuovere: comprendere il funzionamento dei sistemi generativi; valutare criticamente i contenuti prodotti; agire con consapevolezza e rigore; orientare il processo creativo; collaborare in modo responsabile nell’utilizzo dell’IA.

Durante la fase di applicazione sperimentale, la Policy sarà oggetto di monitoraggio e revisione periodica, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica, normativa e delle esigenze della comunità accademica.