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Salesianum

In sintonia con la missione salesiana, l’Università pubblica la rivista SALESIANUM edita dall’Editrice LAS. Il periodico trimestrale (SIed) è un’espressione scientifica dell’Università Pontificia Salesiana. Pubblica contributi che sono frutto del lavoro di ricerca e di docenza dei professori dell’Università Pontificia Salesiana nel campo delle scienze teologiche, canonistiche, filosofiche, pedagogiche e delle lettere cristiane e classiche.

Gli articoli sono suddivisi in quattro sezioni:

Studia: nei settori specifici della Teologia, Filosofia, Diritto canonico e civile, Lettere cristiane e classiche, Scienze dell’Educazione e Scienze della Comunicazione.

Commentaria: rassegne bibliografiche, documentazione, dibattiti, cronache di congressi, pubblicazioni importanti, argomenti di attuali.

Recensiones: nei settori di particolare interesse delle Facoltà e Istituti.

Opera accepta: libri ricevuti per recensioni o segnalazioni.

 

Annus LXXXI - N. 3
IULIUS - SEPTEMBER 2019

Indice

  • Cleto PAVANETTO
    Il fondamentale carattere religioso della letteratura latina classica. La religione della Roma antica nella sua evoluzione verso il cristianesimo
    La cultura classica latina sviluppò una incessante riflessione sulla persona umana e sul destino dell’uomo. I Romani non provarono l’ebbrezza mistica dei Greci e degli Orientali, ma percepirono chiaramente la vicinanza occulta della divinità, e posero le premesse di quella “humanitas” che viene intesa come conquista del mondo interiore e affinamento dell’uomo.
    Cicerone sviluppò la ricerca religiosa e dichiarò che il creato è retto dal “sommo dio”; il filosofo Seneca affermò che libertà e giustizia ricavano fondamento dal diritto umano e divino, che non c’è distinzione tra uomo e uomo, e quindi la schiavitù non esiste in natura. La percezione di un Dio unico, dal quale dipendono tutti gli uomini senza distinzione, si rivelò valida premessa per la recezione del messaggio evangelico.
    Classical Latin culture developed an incessant reflection on the human person and human destiny. The Romans did not experience the mystical inebriation of the Greeks and the Orientals, but clearly perceived the hidden closeness of the divinity, and laid the premises of that “humanitas” which is understood as the conquest of the inner world and the refinement of man.
    Cicero developed religious research and declared that creation is governed by the “supreme god”; the philosopher Seneca affirmed that freedom and justice derive their foundation from the human and divine right, that there is no distinction between man and man, and therefore slavery does not exist in nature. The perception of a single God, on which all men depend without distinction, proved to be a valid premise for the reception of the Gospel message.
  • José Luiz LIMA
    Moralium Dogma Philosophorum: luzes e sombras de uma obra quase esquecida
    Il Moralium Dogma Philosophorum è un compendio morale scritto in latino del XII secolo. L’opera è stata quasi sempre tralasciata dalla critica letteraria perché, secondo molti esperti, era priva di originalità e, in termini semplici, poco innovativa. Attribuita, non senza ragioni e polemiche, a Gugliemo de Conches, filosofo e grammatico medievale, il libro in questione ha attraversato secoli di storia tramite una lunga tradizione di manoscritti importanti. Il nostro articolo cerca di stabilire lo status questionis dell’opera Moralium Dogma Philosophorum e di accennare alla delicata questione della sua attribuzione per analizzare, in seguito, il genere letterario e il contenuto filosofico-morale. Il De honesto et utile, come è anche conosciuto, è un libro che ha goduto di una lunga e ampia diffusione tra i secoli XII e XV nei più alti ranghi culturali della società. Ciò si può capire soprattutto dalla quantità non indifferente di manoscritti e incunaboli che ci sono pervenuti. Dal nord della Francia al Sud dell’Italia, dall’occidente all’oriente europeo l’opuscolo in questione ha avuto una grande portata.
    The Moralium Dogma Philosophorum is a moral compendium, written in Latin, dating back to twelfth century. The work was almost ignored by the literary critics, which, according to the experts, was due to its lack of originality and was barely innovative or original. For many reasons and polemics, it was attributed to William of Conches, philosopher and medieval grammarian. The work was studied through the centuries, with a long tradition of quite notable manuscripts. This article tries to stabilize the ‘state of question’ of the work Moralium Dogma Philosophorum and to hint at the delicate question of attribution and authorship, and later, to analyze the literary genre and its philosophical-moral content. The work, widely known as De honesto et utile, is a book that was well acclaimed between the twelfth and fifteenth centuries, by the eminent people of the society. This can be understood from various manuscripts that are uncategorized and from the incunabula that we have. The work had a wide range of impact and was well received; from the north of France to the south of Italy; from the east to west of Europe.
  • Mauro MANTOVANI
    Sussistenza ed esistenza divina: alcune note sulla posizione suareziana
    In questo contributo si propongono alcune note sul pensiero del teologo e filosofo spagnolo Francisco Suárez mostrando l’intrinseco collegamento tra le sue posizioni metafisiche relative all’esistenza e sussistenza divina, e la questione della dimostrabilità dell’esistenza di Dio. Si fa riferimento anzitutto al testo suareziano della disputatio De divina existentia et subsistentia per poi passare direttamente al tema della posizione del maestro gesuita sulla dimostrabilità filosofica dell’esistenza di Dio nelle Disputationes Metaphysicae, così da evidenziare la reciproca interazione nella trattazione dei due temi da parte dell’autore.
    La definizione nominale di Dio adottata da Suárez, rivelativa di una concezione essenzialista, lo conduce a prendere decisamente congedo dalle cinque vie di Tommaso d’Aquino, o almeno a rileggerle in un modo totalmente nuovo.
    This contribution intends to offer some notes on the thought of the Spanish theologian and philosopher Francisco Suárez in order to show the intrinsic relation among its metaphysical perspectives about divine existence and subsistence and the question of the demonstrability of God’s existence. This study focuses above all on the suarezian text of the disputatio De divina existentia et subsistentia, and after it considers Suarez’s opinion about the philosophical demonstrability of the existence of God according to the Disputationes Metaphysicae, with the aim to underline the reciprocal interaction in the author’s exposition about these two topics.
    The nominal definition of God adopted by Suárez, typical of an essentialist conception, leads him to abandon the perspective of Thomas Aquinas’ five proofs, interpreting them in a completely new way.
  • Mario MIDALI
    Il carisma fondazionale delle suore della carità di Gesù. Annotazioni storiche e teologiche (seconda parte)
    Lo studio, dopo aver richiamato alcuni dati del magistero e della riflessione teologica sul carisma fondazionale, descrive i tratti caratteristici dell’esperienza carismatica e spirituale di don Bosco in cui il carisma fondazionale delle Suore di carità di Gesù affonda le sue radici ad opera del venerabile don Vincenzo Cimatti e don Antonio Cavoli che sono all’origine della loro Congregazione. Ricostruisce poi le varie tappe che ne hanno segnato la progressiva configurazione : l’iniziale associazione femminile dedita a opere caritative (Figlie di Maria), il successivo gruppo di giovani riunite in una comunità apostolica stabile (Figlie della carità), poi la decisione della maggioranza delle Figlie della carità, su proposta di don Cavoli (in seguito a reiterato consiglio di don Cimatti) di dar vita a una nuova congregazione religiosa (Suore della carità) e infine l’effettiva nascita e il primo sviluppo della medesima dal 15 agosto 1937 al 1957.
    This article, after referring to some facts of the Magisterium and the theological reflection on the charisma of the founder, describes the main characteristics of the charismatic and spiritual experience of Don Bosco, upon which the charisma of the Congregation of the Sisters of Charity of Jesus was founded, and which originated from the work of the Venerable Don Vincenzo Cimatti and Don Antonio Cavoli. It reconstructs the various phases which accompanied its gradual development: the initial female association dedicated to works of charity (Daughters of Mary), the successive group of young women united in a stable apostolic community (Daughters of Charity) and then the decision by the majority of the Daughters of Charity, after the proposal of Don Cavoli and the advice given repeatedly by Don Cimatti, to create a new religious congregation (Sisters of Charity), and lastly its birth and development from August 1937 until 1957.
  • Antonio Escudero
    Textos misioneros de el salesiano Luis Bolla. Correlación entre el género de escrito y el planteamiento teológico en la misión amazónica con las etnias Shuar y Achuar
    Il salesiano Luis Bolla, missionario per più di quarant’anni tra le popolazioni Schuar e Achuar della regione amazonica ecuadoriana e peruviana, portò avanti uno stile singolare di prassi pastorale, nella linea della piena partecipazione alla vita indigena, operando nel pieno rispetto e la convinzione del valore della cultura aborigene, con la fedeltà radicale al Vangelo. I diversi e numerosi scritti del padre Luis Bolla mostrano con chiarezza la correlazione tra i generi di testi da lui adoperati e il pensiero teologico pastorale che guidava la sua azione missionaria, in un momento storico decisivo dell’esistenza del popolo Achuar.
    Luis Bolla, Salesian missionary for more than forty years among the Shuar and Achuar populations of the Amazonian region in Ecuador and Peru, carried forward a singular style of pastoral practice, in the line of full participation in indigenous life, working in total respect and conviction about the value of the Aboriginal culture, with radical fidelity to the gospel. The numerous and diverse writings of Fr. Luis Bolla clearly show the correlation between the kinds of texts he used and the theological and pastoral thinking that guided his missionary action, at a decisive moment in the history of the Shuar and Achuar peoples.
  • Jesu PUDUMAI DOSS
    «Cercate dunque, fratelli...» (Atti 6,3). Alcune considerazioni canoniche sulla consulenza psicologica e formazione alla vita consacrata
    «Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest’incarico» (Atti 6,3). Così si avvia nella Chiesa primitiva la scelta dei primi diaconi su richiesta degli apostoli. È chiaro che ogni vocazione nasce «dalla», «nella», e «alla» Chiesa (PdV 35). Dunque, è proprio alla Chiesa che viene affidata l’ammissione e la formazione al ministero sacro (PdV 35, 42, 44; cann. 232, 1025 § 1, 1029, 1051, 1052), e anche alla vita consacrata (VC 62, 65; cann. 641, 642, 643 § 1,4°, 644, 656,3°, 658). Tra i criteri di ammissione, la legislazione ecclesiastica indica anche la «salute psichica» dei candidati, verificata con l’aiuto degli esperti (cann. 642, 689 § 2, 1041,1°, 1051,1°).
    Questo contributo intende presentare gli aspetti canonici della consulenza psicologica vis-à-vis la formazione nella vita consacrata. Per cogliere meglio il senso del rapporto normativo ecclesiastico tra la consulenza psicologica e la formazione nella vita consacrata, dunque, fa alcune premesse e descrive il contesto remoto e immediato di tale normativa, prima di discutere vari aspetti canonici della consulenza psicologica e, così, terminare con alcune considerazioni giuridiche sul discernimento, sui diritti della Chiesa e dei fedeli da rispettare, e sulla normativa da provvedere per la vita consacrata.
    «Brothers, select from among you seven reputable men, filled with the Spirit and wisdom, whom we shall appoint to this task» (Acts 6,3). Thus, the search for the first deacons begins in the primitive Church, at the request of the apostles. It is clear that every vocation is born «from», «in» and «for» the Church (PdV 35). Therefore, it is to the Church that admission to and formation for the sacred ministry is entrusted (PdV 35, 42, 44; cann. 232, 1025 § 1, 1029, 1051, 1052), as also for the consecrated life (VC 62, 65; cann. 641, 642, 643 § 1,4°, 644, 656,3°, 658). Among the admission criteria, the canon law also indicates the “psychic health” of the candidates, which could be verified even with the help of the experts (cann. 642, 689 § 2, 1041,1°, 1051,1°).
    This article intends to present the canonical aspects of psychological counselling visà- vis the initial formation in the consecrated life. To better grasp the meaning of the ecclesiastical norms on the relationship between psychological counselling and formation in the consecrated life, therefore, some preliminary issues are discussed, while describing the remote and the immediate contexts of the ecclesiastical legislation. After the presentation of various canonical aspects of psychological counselling within the formation, we conclude with some juridical considerations on the vocational discernment, on the rights of the Church and of the faithful, and on the possible future legislation on the psychological counselling in consecrated life.