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Salesianum

In sintonia con la missione salesiana, l’Università pubblica la rivista SALESIANUM edita dall’Editrice LAS. Il periodico trimestrale (SIed) è un’espressione scientifica dell’Università Pontificia Salesiana. Pubblica contributi che sono frutto del lavoro di ricerca e di docenza dei professori dell’Università Pontificia Salesiana nel campo delle scienze teologiche, canonistiche, filosofiche, pedagogiche e delle lettere cristiane e classiche.

Gli articoli sono suddivisi in quattro sezioni:

Studia: nei settori specifici della Teologia, Filosofia, Diritto canonico e civile, Lettere cristiane e classiche, Scienze dell’Educazione e Scienze della Comunicazione.

Commentaria: rassegne bibliografiche, documentazione, dibattiti, cronache di congressi, pubblicazioni importanti, argomenti di attuali.

Recensiones: nei settori di particolare interesse delle Facoltà e Istituti.

Opera accepta: libri ricevuti per recensioni o segnalazioni.

Direzione e Redazione

Annus LXXXII - N. 2
APRILIS - IUNIUS 2020

Indice

  • Didier EPAMBALE (†)
    La prière païenne semen Verbi et la prière chrétienne
    La preghiera è l’atto religioso più universale mediante il quale i soggetti umani entrano in contatto con la divinità. Le preghiere dell’antichità greco-romana a noi trasmesse da documenti letterari sono numerose. Analizzandole dal punto di vista filologico, l’autore cerca di mostrare che esse contengono già alcuni elementi presenti nella preghiera cristiana. L’analisi è concentrata su quattro testimonianze tratte dall’Iliade, su frammenti della poetessa Saffo, dell’opera romana De agricultura, e dal romanzo della tardiva Antichità intitolato Metamorfosi di Apuleio. A conclusione della ricerca si può ritenere che nella preghiera dell’Antichità greco-romana sono presenti veri e propri semina Verbi destinati a svilupparsi e perfezionarsi nel Cristianesimo.
    To pray is the most universal religious act; through which humankind attempts to come into contact with the mystery of deity. Prayers in Greek and Roman antiquity, which have passed down to us through different literary documents, are numerous. By investigating the prayers from a philological perspective, the author confirmed that these texts contained antecedent elements of the Christian prayers. He established his argument through a close examination of four passages of the epic poem Iliad, of Sappho’s lyric poetry, of the Roman didactic writing De agricultura, and of the novel belonging to the Late-Antiquity entitled Metamorphoseon. In this study, the author affirmed that in the ancient Greek et Roman prayers, there are real and authentic semina Verbi and they develop and perfect themselves within Christianity.
  • Roberto SPATARO
    La liturgia e i Padri “terzo testamento”. La terza catechesi mistagogica di Cirillo di Gerusalemme
    L’autore analizza dal punto di vista storico-filologico la III catechesi mistagogica di Cirillo di Gerusalemme dedicata ad illustrare il significato dell’unzione crismale postbattesimale. L’insegnamento pneumatologico è degno di rilievo. Soprattutto la ratio exegetica della Sacra Scrittura adottata da Cirillo permette di considerare la liturgia e la dottrina patristica una sorta di “terzo testamento”, accanto e in subordine all’Antico e al Nuovo Testamento.
    The author explores the 3rd Mystagogical Catechesis of Cyril of Jerusalem on the Chrismal Anointing after the Baptism, by adopting an historical and philological approach. The doctrine on the Holy Spirit is remarkable and worth appreciating. Particularly, the method of interpreting the Holy Scripture of Cyril allows us to deem somehow the Liturgy and Church Fathers’ teaching a kind of “third Testament”, with and under the Old and the New Testament.
  • Cleto PAVANETTO
    Coscienza culturale, religiosa e profana, negli scritti dei principali Umanisti
    Con l’espressione ‘Medio Evo’ si vuole indicare l’epoca storica di passaggio tra l’età antica e quella moderna, tra il 476 (anno della caduta dell’impero romano d’Occidente), ed il 1492 (anno della scoperta dell’America). Il termine viene talvolta richiamato con senso dispregiativo, quasi rispecchiasse un’epoca in certo modo retriva dimenticando, forse, che nella sua ultima parte (metà Trecento e tutto il Quattrocento) produsse l’Umanesimo, un movimento culturale caratterizzato da rinnovata centralità dell’uomo e dell’opera umana e dal ricupero della civiltà spirituale e letteraria greco-latina. Lo studio proposto vuole offrire una lettura sintetica di quel periodo, analizzando alcuni dei principali protagonisti di quel rinnovamento che aprì le porte alle splendide conquiste del Rinascimento.
    The expression “Middle Ages” indicates the period between ancient and modern history, the period between 476 (the date of the fall of Roman Empire in the West) and 1492 (the year of the discovery of America). This term is sometimes used in a disparaging sense, as if it indicated a backward period while perhaps it is forgotten that perhaps in its latter part it produced Humanism, a cultural movement whose main characteristic was the renewed centrality of the human being, human activity and the revival of the spiritual and literary civilization of Greece and Rome. This study offers a concise study of that period by analyzing some of the chief protagonists of this renewal which opened the door to the splendid conquests of the Renaissance.
  • Simone BUDINI
    La pace universale in Erasmo da Rotterdam, tra etica laica e fede religiosa
    Il tema della pace è insieme alla Follia il più celebre di Erasmo da Rotterdam. Nell’articolo gli argomenti del principe degli umanisti sono incrociati con altri temi a lui cari (antropologici, pedagogici e teologici). Così costruito, l’articolo dà una visione integrale sul tema della pace da un punto di vista filosofico-politico. L’uomo, essere sostanzialmente buono ma corrotto, deve essere educato alla virtù, perché in un cammino ascetico di santità, in comunione con la Chiesa, possa effettivamente vivere in pace accanto al suo prossimo.
    The peace is the Erasmus of Rotterdam most famous topic (together with Folly). In this paper, the subjects of the prince of humanists are crossed with other topics which were crucial to him (anthropological, pedagogical and theological). Through this peculiar arrangement, the paper outlines an integral vision on the theme of peace from a philosophical-political point of view. The human being is created as good, but he is corrupted, so the mankind must be educated to virtue so that in an ascetic journey of holiness, in communion with the Church, all mankind can live in peace.
  • Mario MIDALI
    Orientamenti ecclesiali in attuali contesti sociali e culturali. Annotazioni storiche e teologiche
    L’articolo presenta i grandi orientamenti ecclesiali di Benedetto XVI e di Papa Francesco circa: 1. Le numerose e differenti interpretazioni delle attuali modernità multiple e interconnesse, con particolare riferimento alla cosiddetta “modernità liquida”; 2. I distinti e intrecciati modi con cui la globalizzazione influisce sulle culture (per omogeneizzazione, iperdifferenziazione, deterritorializzazione e ibridizzazione); 3. L’impulso impresso dall’attuale Pontefice al passaggio da una Chiesa monocentrica e monoculturale a una Chiesa policentrica e interculturale con l’avvio di un programma di “decentralizzazione” nell’esercizio del suo ministero petrino, con la creazione del Consiglio dei cardinali, la valorizzazione delle conferenze episcopali e l’avviamento di una rinnovata pratica della sinodalità.
    This article contains the main points of the thought of Benedict and Pope Francis concerning the Church: 1. The numerous and different interpretations of the present multiple and intertwined tendencies of the modern world, with a particular reference to its so-called “liquidity”; 2. The distinctive and multiple ways in which globalization influences culture (by rendering it homologous, differentiated, deterritorialized and hybrid); 3. The impulse given by the present Pope with a programme of “decentralisation” in the exercise of the Petrine ministry, to the transition from a monocentric and mono-cultural Church to a polycentric and intercultural one, by means of the creation of a College of Cardinals, making the most of the Bishops Conferences and with the introduction of a renewed activity of Synods.
  • Francisco SÁNCHEZ LEYVA
    En el horizonte de la diaconía metafísica: veinte años de la Fides et Ratio
    La rilettura teologica della enciclica Fides et Ratio ci offre l’occasione, vent’anni dopo la sua pubblicazione, di riflettere sul fondamento della verità (desiderium veritatis) nei confronti della fede (desiderium fidei). In questo senso, il contributo non esita ad aderire all’assioma «Homo capax Dei» nell’orizzonte di una genuina metafisica aperta alla realtà del mistero e al bisogno della mediazione. Tale apertura metafisica sarà ragionevole per l’uomo d’oggi se darà impulso a una vita armonica con la creazione, una vita buona fra gli esseri umani, una vita di fede scaturita dall’amore religioso, come pure la diaconia della reconciliatio oppositorum fra conoscere, credere ed amare.
    The theological re-reading of the encyclical Fides et Ratio offers us the opportunity, still twenty years after its publication, to reflect on the foundation of truth (desiderium veritatis) in regard to the faith (desiderium fidei). In this context, this contribution does not hesitate in adhering to the axiom «Homo capax Dei» in the horizon of a genuine metaphysics open to the reality of the mystery and the need for mediation. This metaphysical openness will be reasonable for today’s man if it will impulse a life in harmony with creation, a good life among human beings, and a life of faith born of religious love, as well as in the diaconia of the reconciliatio oppositorum between knowing, believing and loving.
  • Salvatore CURRÒ
    Convertire lo sguardo. Una sfida per la pastorale giovanile alla luce del Sinodo
    La pastorale giovanile implica una pratica di discernimento: bisogna conoscere i giovani e il loro mondo; bisogna, coi giovani, discernere i fenomeni della nostra cultura; bisogna saper leggere le situazioni pastorali. La pratica del discernere implica il vedere. Si tratta, in fondo, di saper vedere; spesso, di imparare a vedere cose mai viste prima o le cose di prima ma in modo nuovo. In questo senso si dà una sfida a convertire lo sguardo, perché sia davvero sguardo di fede. La riflessione qui proposta, lasciandosi provocare dal Sinodo sui giovani e dalle problematiche attuali della pastorale giovanile, assume la sfida alla conversione dello sguardo ed evidenzia alcuni tratti di uno sguardo di fede: il suo carattere comunitario e positivo, la sua connessione con il rivelarsi di Dio, la sua dimensione sensibile e corporea. La sfida emerge particolarmente in rapporto ai giovani, ma in realtà è di tutta la pastorale e, anzi, costituisce un momento o una dimensione fondamentale del rinnovamento ecclesiale attuale.
    Youth ministry involves a practice of discernment: we need to know young people and their world; we need to discern the phenomena of our culture with young people; we need to know how to read pastoral situations. The practice of discernment implies seeing. It is, after all, a question of knowing how to see; often, it is a question of learning to see the things never seen before or the things of the past but in a new way. In this sense there is a challenge to convert the gaze, so that it may truly be a gaze of faith. The reflection proposed here, allowing itself to be provoked by the Synod on young people and by the current problems of youth ministry, takes up the challenge to convert the gaze and high-lights certain traits of a gaze of faith: its communitarian and positive character, its connection with the revelation of God, its sensitive and bodily dimension. The challenge emerges particularly in relation to young people, but in reality, it is of the whole of pastoral ministry and, indeed, it constitutes a moment or a fundamental dimension of ecclesial renewal of the present time.
  • Peter GONSALVES
    An exploratory study of initial formation processes in a digital world. Growing to be “salesians of don Bosco” through the smarthphone
    Questo articolo esplora una vasta gamma di questioni legate al tema centrale: l’uso dello smartphone durante il periodo di formazione iniziale dei candidati che intendono unirsi ai salesiani di Don Bosco. Inizia con una breve presentazione della crescita di Internet ed evidenzia alcune delle sue conseguenze sociali. Traccia l’atteggiamento del fondatore nei confronti del cambiamento tecnologico ed esamina la documentazione salesiana già disponibile sulla comunicazione sociale. Un mini sondaggio d’opinione tra i membri di un gruppo internazionale di giovani religiosi e sacerdoti abituati a usare lo smartphone aiuta a concretizzare il dilemma, mentre i Consiglieri mondiali salesiani di comunicazione e di formazione sono invitati a condividere le loro opinioni. L’articolo si conclude fornendo alcune linee guida per la formazione dei candidati alla vita consacrata salesiana in una società già connessa a livello globale.
    This article explores a wide range of issues linked to the central theme: the use of the smartphone in the period of early formation of candidates intending to join the Salesians of Don Bosco. It begins with a brief presentation of the growth of the Internet and highlights some of its social consequences. It looks back at the founder’s attitude to technological change, and examines the Salesian documentation already available on social communication. A mini opinion poll among members of an international group of young religious and priests accustomed to smartphone-use helps to concretize the dilemma, while the Salesian World Councillors of Communication and Formation are invited to share their views. The article concludes by providing some guidelines for the formation of candidates to Salesian consecrated life in globally networked society.