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Salesianum

In sintonia con la missione salesiana, l’Università pubblica la rivista SALESIANUM edita dall’Editrice LAS. Il periodico trimestrale (SIed) è un’espressione scientifica dell’Università Pontificia Salesiana. Pubblica contributi che sono frutto del lavoro di ricerca e di docenza dei professori dell’Università Pontificia Salesiana nel campo delle scienze teologiche, canonistiche, filosofiche, pedagogiche e delle lettere cristiane e classiche.

Gli articoli sono suddivisi in quattro sezioni:

Studia: nei settori specifici della Teologia, Filosofia, Diritto canonico e civile, Lettere cristiane e classiche, Scienze dell’Educazione e Scienze della Comunicazione.

Commentaria: rassegne bibliografiche, documentazione, dibattiti, cronache di congressi, pubblicazioni importanti, argomenti di attuali.

Recensiones: nei settori di particolare interesse delle Facoltà e Istituti.

Opera accepta: libri ricevuti per recensioni o segnalazioni.

Direzione e Redazione

Annus LXXXI - N. 4
OCTOBER - DECEMBER 2019

Indice

  • Giorgio BONACCORSO
    L’azione rituale e il senso della fede
    L’articolo intende delineare in modo molto sintetico alcuni aspetti del rito così come emergono dalle principali modalità di approccio e nell’esposizione. Il rito verrà configurato come fenomeno biologico (azione, segno e gioco), culturale (società, conoscenza, parola) e religioso. L’autore sottolinea come i riti biologici, riti culturali e riti religiosi sono profondamente intrecciati e si deve tener presente che mentre il comportamento rituale supera ampiamente i confini della specie umana, la dimensione religiosa è esclusiva di questa specie. Tali premesse porteranno l’autore a considerare il fenomeno religioso e il riferimento alla memoria rituale (vita e morte), al processo rituale (ordinario e straordinario), all’estetica rituale (sensibilità e trascendenza) e alla transazione rituale (esteriorità e interiorità). L’articolo si interroga sulle celebrazioni cristiane sollevando l’interrogativo sulla loro adeguatezza alle esigenze originarie e autentiche del rito.
    The article intends to outline in a very synthetic way some aspects of the rite, the way they emerge from the principal modalities of approach, and in the exhibition. The rite will be configured as a phenomenon which is animal (action, sign and game), cultural (society, acquaintance, word) and religious. The author points out how the animal rites, cultural rites and religious rites are deeply intertwined and it must be borne in mind that while the ritual behavior vastly exceeds the boundaries of the human species, the religious dimension is exclusive to this species. These premises will lead the author to consider the religious phenomenon and the reference to the ritual memory (life and death), to the ritual process (ordinary and extraordinary), to the esthetical ritual (sensibility and transcendence) and the transaction ritual (exteriority and interiority). The article questions the Christian celebrations by raising the question of their suitability for the original and authentic requirements of the rite.
  • Luigi GIRARDI
    Liturgia e vita della Chiesa
    Il rapporto tra la liturgia e la vita della Chiesa può sembrare un dato evidente. Per lo più viene ricondotto velocemente all’ambito della dimensione pastorale. Il contributo vuole dimostrare anzitutto come tale rapporto sia in realtà molto complesso e abbia a che fare con questioni fondamentali che toccano, oltre la pastorale, anche la teologia liturgica e, in certa misura, la teologia sistematica. Come premessa, l’autore chiarisce che parlando di liturgia si intende includere anche i sacramenti e che la separazione tra il campo della liturgia e dei sacramenti viene oggi gradualmente superata a favore di una maggiore collaborazione tra la disciplina liturgica e quella dogmatico-sacramentaria. La proposta che viene presentata non ha la pretesa di essere esaustiva, ma ha un intento programmatico, ossia vuole indicare le piste da percorrere per ripensare il tema e continuare a svilupparlo.
    The relationship between liturgy and the life of the Church may seem an obvious fact. Most of the time, it is easily brought back within the field of the pastoral dimension. The contribution wishes to demonstrate first of all how this relationship is actually a very complex one and has to do with the fundamental questions that touch, besides the pastoral, also the liturgical theology and, to a certain extent, systematic theology. As a premise, the author clarifies that speaking of liturgy, we also intend to include the sacraments and that the separation between the field of liturgy and the sacraments, is now gradually overcome in favor of greater collaboration between the liturgical discipline and the dogmatic-sacramental one. The proposal that is presented does not claim to be exhaustive, but has a programmatic intent, that is, it wants to indicate the paths to be followed so as to rethink the theme and to continue to develop it.
  • Andrea GRILLO
    Teologia sacramentaria e teologia liturgica: il sorgere e l’affermarsi di un nuovo rapporto
    L’autore si propone, mediante una serie di 12 affermazioni, di mettere a fuoco alcune prospettive sintetiche a partire dalla riflessione complessiva sul rilievo assunto dall’azione rituale nel modo di operare e di pensare nella teologia dei sacramenti. Tali affermazioni sono elaborate con una loro interna gradualità e offrono l’occasione per valutare i cambiamenti che sono stati operati sul piano della teologia e della pratica ecclesiale mediante il convergere di riflessione teologica e di azione pastorale. Tra le affermazioni, l’autore considera che le categorie classiche, che distinguono strutturalmente e pesantemente tra sostanza e accidenti e tra essenza e usi, oggi non permettono più un’adeguata intelligenza del mistero. Per questo la strutturazione di una “nuova teologia sacramentaria” è l’esito del sorgere della “teologia liturgica” la quale non “sostituisce” la teologia sacramentaria, ma la traduce e la integra, la riformula e l’aggiorna anzitutto dal punto di vista teorico. È l’apparire di un nuovo metodo teologico che assicura una nuova ermeneutica della tradizione liturgica ed ecclesiale, sulla base di una nuova comprensione storica e di una nuova attenzione culturale.
    The author proposes himself, through a series of 12 affirmations, to focus on some synthetic perspectives starting from the overall reflection on the importance assumed by the ritual action in the way of working and thinking within the theology of the sacraments. These affirmations are elaborated with an internal graduality of their own and offer us an opportunity to evaluate the changes that have been made on the level of theology and of the ecclesial practice through the convergence of the theological reflection and pastoral action. Among the affirmations, the author considers that the classical categories, which structurally and heavily distinguish between substance and accidents and between essence and uses, no longer permit an adequate intelligence or understanding of the mystery today. For this reason, the structuring of a “new sacramental theology” is the outcome of the emergence of the “liturgical theology”. This does not “replace” the sacramental theology, but it translates and integrates it, formulates and updates it, most especially from the theoretical point of view. It is the appearance of a new theological method that ensures a new hermeneutic of the liturgical and ecclesial tradition, basing on a new historical understanding and a new cultural focus.
  • Salvatore CURRÒ
    Traslocazione e trasfigurazione di sé: una risalita fenomenologica con appoggio sulla liturgia
    Il presente contributo propone un percorso che vuole essere squisitamente fenomenologico e la stessa liturgia viene accostata in ottica fenomenologica, senza peraltro ignorare o sottovalutare il suo significato teologico. L’articolazione è in quattro tappe: si precisa, innanzitutto, il senso della risalita e del ricorso alla liturgia (1); si intraprende poi una duplice risalita: la prima, in prospettiva di luogo (ma anche di tempo), assume il carattere di una traslocazione esistenziale (nel senso che l’io è provocato ad abitare il sé (2); la seconda, in prospettiva di contatto, assume il carattere della trasfigurazione del sé (nel senso di un cambiamento più radicale e più concreto rispetto alla coscienza e volontà dell’io di cambiare) (3); infine, alla luce del cammino fatto, si tenta di incoraggiare il dialogo tra fenomenologia e teologia, con particolare riferimento alla teologia liturgica e pastorale (4).
    The present contribution proposes a path that wishes to be exquisitely phenomenological and the liturgy itself is approached from the phenomenological point of view, without ignoring or underestimating its theological significance. The articulation is in four stages: first of all, the meaning of the ascent and recourse to the liturgy is specified (1); a double ascent is then undertaken: the first, in the perspective of place (but also of time), takes on the character of an existential translocation (in the sense that the ego (I) is provoked to inhabit the self) (2); the second, in the perspective of contact, takes on the character of the transfiguration of the self (in the sense of a more radical and more concrete change with respect to the conscience and the will of the ego to change) (3); finally, in the light of the journey made, an attempt is made to encourage a dialogue between phenomenology and theology, with a particular reference to the liturgical and pastoral theology (4).
  • Elena MASSIMI
    Rito e teologia in Cipriano Vagaggini: tra traditio e progressio
    Lo studio descrive la figura, nel panorama teologico italiano, di dom Cipriano Vagaggini, “fondatore della teologia liturgica”, estensore materiale del primo capitolo di Sacrosanctum Concilium, e uno degli “architetti” della Riforma Liturgica. L’articolo considera che per comprendere in profondità l’interesse della teologia contemporanea per la ritualità e l’orizzonte di pensiero che vi è alla base, è necessario prendere in esame la riflessione di alcuni “padri della teologia del secolo scorso” che, ancor prima del Concilio Vaticano II, hanno tentato di superare l’idea fortemente razionalista della fede propria della teologia manualistica, volgendo l’attenzione alla dimensione esperienziale, soggettiva, non concettuale della stessa. In questo senso, la riflessione di Vagaggini si inserisce nel processo di rinnovamento della teologia preconciliare senza brusche fratture, cercando di superare dall’interno il razionalismo della manualistica, ritornando ad fontes, cioè ai Padri e al pensiero autentico di Tommaso, in dialogo con la modernità, per questo coglie prematuramente quelle difficoltà e quelle questioni che assillano ancora oggi la ricerca teologica e liturgica. Si può dire che l’attenzione per la ritualità ha origine dal desiderio di recuperare l’esperienza della fede nella riflessione teologica.
    The study describes the figure, in the Italian theological panorama, of dom Cipriano Vagaggini, “founder of the liturgical theology”, material extender of the first chapter of Sacrosanctum Concilium, and one of the “architects” of the Liturgical Reform. The article considers that to understand in depth the interest of contemporary theology for the ritual, and the underlying horizon of thought, it is necessary to examine the reflection of some “fathers of theology in the last century” that, even before the Second Vatican Council, they tried to overcome the strongly rationalistic idea of the faith proper to manualistic theology, turning the attention to the experiential, subjective, non-conceptual dimension of the same. In this sense, the reflection of Vagaggini is inserted within the renewal process of the pre-conciliar theology without abrupt breaks, trying to overcome the manualistic rationalism from within, and returning to the sources, that is, to the Fathers and to the authentic thought of Thomas, in dialogue with modernity, for this reason, it prematurely captures those difficulties and those questions that still haunt the theological and liturgical research today. It can be said that the attention to ritual originates from the desire to recover the experience of faith in the theological reflection.
  • Hyacinthe VIEIRA
    Identité trinitaire de Jésus-Christ. La proposition de Yves Congar
    Yves Congar est peu connu pour sa christologie. Pourtant, sa contribution est indéniable notamment pour ce qui concerne l’identité trinitaire de Jésus-Christ, Fils du Père dans l’Esprit. Pour lui cette identité ne peut être perçue pleinement que dans sa relation avec l’Esprit-Saint, et avec le Père. Cependant, en précisant que celle-ci se réalise “dans” l’Esprit, Congar ne revendique pas une participation active de l’Esprit dans l’engendrement originel du Fils, mais souligne plutôt que la perspective trinitaire est un germe ou une semence indispensable pour la maturation et la purification de toute christologie en quête de compréhension et d’interprétation de la pleine identité de Jésus-Christ. Ainsi, si l’identité de Fils ne peut s’approprier le caractère d’exclusivité dans sa christologie, elle possède néanmoins une dimension de complétude et d’intégralité en raison de son fondement économique et biblique, de sa portée trinitaire, et enfin de son amplitude universelle ou transculturelle. Autant de raisons qui peuvent susciter un nouvel élan pour la christologie contemporaine et qui justifient, de ce fait, notre attention particulière pour sa proposition.
    Yves Congar is little known for his Christology. Yet, his contribution is undeniable, especially with regard to the Trinitarian identity of Jesus Christ, Son of the Father in the Spirit. In fact, for Congar, the full identity of Jesus Christ cannot be understood without the reality of His relationship with the Holy Spirit, and with the Father. However, in specifying that this filial identity is realized “in” the Spirit, Congar does not claim active participation of the Spirit in the original begetting of the Son, but rather emphasizes that the Trinitarian perspective is seed for the maturation and purification of all Christology in search of understanding and interpretation of the full identity of Jesus Christ. Thus, although the identity of the Son can not own the exclusivity character in its christology, it nevertheless possesses a dimension of completeness and integrality because of its economic and biblical basis, it’s trinitarian scope, and finally its universal or transcultural amplitude. So many reasons which can raise a new impulse for contemporary Christology, and justify our interest in his proposal.
  • Paolo CARLOTTI
    Penitenti e confessori oggi
    L’articolo si rifà al contesto del servizio penitenziale ministeriale, nello sforzo di comprensione esistenziale e situazionale del penitente messo in atto da parte del presbitero. Lo storico delle diverse tipologie di penitente è al proposito cospicuo. Ne è ripresa l’attenzione pastorale nella ovvia diversificazione delle fattispecie, indicate nel soggetto post-moderno, liquido e confuso ma anche personalizzato e distinto; nella problematica intricata dell’identità di genere; nello svolgersi delle diverse età della vita; nella validità della decisione motivazionale interiore; nella consistenza della qualità della vita umana e cristiana; ed infine nella frequenza al sacramento. Si conclude riprendendo alcune premesse circa la lettura di una certa persistente disaffezione che rende la buona pratica confessionale ancora molto ottativa ma poco effettiva e reale.
    The article refers to the context of the ministerial penitential service, in the effort of existential and situational understanding of the penitent put in place by the Presbyter. The history of the different typologies of penitents is conspicuous in this regard. It recalls pastoral attention in an obvious diversification of the cases, indicated in the post-modern subject, liquid and confused but also personalized and distinct. It discusses the intricate problem of gender identity; the unfolding of the different ages of life; the validity of the inner motivational decision; the consistency of the quality of human and Christian life; and finally, the frequency of the sacrament. It concludes by taking up again some premises concerning the reading of a certain persistent disaffection, which makes the good confessional practice still optative but less effective and real.
  • Krzysztof NYKIEL
    Il magistero ecclesiale e la sessualità della persona umana
    Il saggio offre una visione sintetica sul tema della sessualità umana e sul Magistero della Chiesa al riguardo. Lo sguardo è posto principalmente sugli aspetti maggiormente significativi per il ministero quotidiano dei confessori. In una prima parte, il testo tratta delle caratteristiche della sessualità umana, con riferimento al fondamento biblico, alle diverse visioni antropologiche e con particolare attenzione alla percezione post-moderna della sessualità. La seconda parte presenta il contributo del Magistero recente sulla sessualità. Sono richiamati, in particolare, gli insegnamenti della Dichiarazione Persona Humana della Congregazione per la Dottrina della Fede (1975) e del Catechismo della Chiesa Cattolica (1992), nonché i principali interventi in merito di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e papa Francesco.
    The essay offers a synthetic vision on the theme of human sexuality as taught by the Magisterium of the Catholic Church. The focus is mainly on the most significant aspects for the daily ministry of confessors. In the first part, the text deals with the characteristics of the human sexuality, with reference to the biblical foundation, to the different anthropological visions and with particular attention to the post-modern perception of sexuality. The second part presents the contribution of the recent Magisterium on sexuality, in particular, the Declaration Persona Humana of the Congregation for the Doctrine of the Faith (1975) and of the Catechism of the Catholic Church (1992), as well as the major speeches of John Paul II, Benedict XVI and Pope Francis.