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Il latino: la lingua che “non muore mai”

Un'intervista inedita per ricordare il prof. Cleto Pavanetto, docente dell'Università e affermato latinista, scomparso il 6 gennaio 2021
  23 giugno 2021

È disponibile l'ultimo numero della rivista universitaria Salesianum, che si apre con una conversazione sulla lingua latina tra il prof. José Luiz Lima De Mendonça, quando era ancora studente, e il prof. Cleto Pavanetto, docente emerito della Facoltà di Lettere Cristiane e Classiche scomparso il 6 gennaio scorso. 

Secondo don Pavanetto "la lingua latina ha tante e tali sfaccettature che non possono essere supportate da una sola persona… il buon latinista cerca di evitare quella improvvisazione che è propria dei parolai", una risposta che conferma la profonda finezza e umiltà che lo hanno sempre contraddistinto. Fu proprio don Cleto a dare il titolo all'intervista: "Il latino che non muore". Un titolo che da un lato dice molto delle convinzioni personali, competenze accademiche e professionali dell'autore, dall’altro riprende la consapevolezza dell’importanza che la cultura classica latina – e certamente anche quella greca – ha avuto e ha tutt’ora per la nostra società.

"E se è pure vero che i latinisti sono pochi e rari – commenta il prof. Lima De Mendonça – non dobbbiamo dimenticare quel bel pensiero agostiniano il quale ci ricorda che i tempi saranno migliori solo se anche noi lo saremo: Bene uiuamus, et bona sunt tempora. Nos sumus tempora: quales sumus, talia sunt tempora. Sed quid facimus? non possumus ad bonam uitam conuertere multitudinem hominum? Pauci qui audiunt bene uiuant: pauci bene uiuentes multos male uiuentes ferant".

L'intervista integrale e gli altri contributi sono disponibili sul sito della LAS.