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Giornate salesianeCS2(Roma, 20 aprile 2015) - “Partiamo portando un sincero impegno di prenderci cura della nostra formazione, come discepoli di Gesù, nella cultura della comunicazione, sempre attenti ai cammini degli altri, alle suppliche dei giovani, delle famiglie, di chi soffre. Che nessuno di noi perda il sogno di famiglia, di essere famiglia, di vivere la comunione di famiglia”. Con queste parole suor Maria Helena Moreira (Consigliera Generale per la CS-FMA) e don Filiberto González Plasencia (Consigliere Generale per la CS-SDB) hanno concluso le Giornate Salesiane di Comunicazione sociale 2015 svoltesi all’UPS il 17 e 18 aprile, organizzate dai Dicasteri della Comunicazione Sociale e della Formazione sdb e fma in collaborazione con la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” e con la FSC dell’UPS.

Grazie alle ispettrici e agli ispettori, e alle direttrici e direttori che ne hanno incoraggiato la partecipazione, hanno potuto convenire a Roma più di 150 giovani Figlie di Maria Ausiliatrice e salesiani in formazione, accompagnati dai loro formatori, per confrontarsi sul tema della ormai prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2015: “Comunicare la Famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore”. Il Messaggio di quest’anno evidenzia la centralità antropologica attraverso il tema della famiglia, paradigma e contesto della comunicazione. Nella cultura della comunicazione multimediale, l’educazione e la comunicazione interpersonale si sviluppano all’interno di questa sfidante realtà.

L’incontro si è aperto con i saluti dei due consiglieri, del Rettore Magnifico don Carlo Nanni, di suor Pina Del Core (Preside Auxilium) e di don Mauro Mantovani (FSC). Tra le finalità, favorire una occasione d’incontro e di formazione per i giovani religiosi fma e sdb, promuovere la formazione alla comunicazione sociale nelle fasi della formazione iniziale, in collaborazione con l’Ambito e il Dicastero per la Formazione delle FMA e dei Salesiani; abilitare i giovani religiosi in formazione iniziale, insieme ai loro formatori, alla consapevolezza dell’auto formazione e dell’importanza della comunicazione sociale nella missione.

Giornate salesianeCS4Il programma del pomeriggio di venerdì 17 aprile è cominciato con un video dal titolo “Famiglia è…” curato dal prof. Enrico Cassanelli e da suor Fatima Tomassi, cheha introdotto il tema tramite una raccolta di parole e immagini tratta dal coinvolgimento dei partecipanti. Il prof. Cassanelli, con la collaborazione di alcuni studenti ed exallievi FSC, ha curato la trasmissione in streaming delle fasi principali dell’intero evento, che si è avvalso anche di twitter.

La Tavola rotonda ha approfondito il tema del “Comunicare la famiglia”. Moderata da Donato Lacedonio (FSC), vi hanno preso parte la dott.ssa Elisa Manna (Responsabile delle Politiche culturali del CENSIS) e la famiglia Diella, che ha offerto la propria testimonianza di vita familiare. La dottoressa Manna ha sottolineato il fatto che la famiglia costituisce un vero e proprio “laboratorio” di quello che succede nel tessuto sociale. La famiglia Diella ha rappresentato una esperienza reale che mette insieme diversi fattori importanti per “costruire la famiglia”: capacità di affrontare il conflitto accompagnati, chiamare le cose per nome parlando dei propri sentimenti, pregare insieme, prima della nascita dei figli e con i figli, imparare a “costruire il NOI”, cercare sempre nuovi sentieri di comunicazione, ecc. E l’invito a uscire della propria famiglia, aprendosi a una vocazione, come per es. i salesiani cooperatori e come apostoli insieme con altre famiglie. 

Il pomeriggio si è concluso con sei sessioni parallele e la preghiera dei Vespri. Nei gruppi sono stati approfonditi alcuni aspetti specifici del “comunicare la famiglia”. Eccoli: Comunicare la famiglia: è possibile in una casa famiglia? (Antonella Franchini e Alessandro Carioti, “Il Nido” di Pavia); Comunicare nella pastorale per/con la famiglia (Mario Llanos, UPS); Comunicare la famiglia in contesti familiari difficili (Gabriele Quinzi, UPS); Comunicare la famiglia nelle nostre comunità religiose (Carlo Maria Zanotti, sdb); Il Sinodo sulla famiglia: contenuto e metodo (Andrea Ciucci, Pontificio Consiglio della Famiglia); La comunicazione nella formazione alla Vita consacrata (Filiberto González Plasencia e Maria Helena Moreira). La prima giornata si è conclusa con la preghiera curato da Fabio Pasqualetti (sdb) e Gabriella Imperatore (fma), e con la “buonanotte” di don Eugenio Riva, superiore religioso dell’UPS.

Giornate salesianeCS3La mattinata di sabato 18 aprile si è aperta con otto laboratori di approfondimento del tema. Eccoli: Comunicare la fede in famiglia (Cettina Cacciato, Auxilium): Parlare di famiglia con il Cinema (Renato Butera, FSC); Per non cadere nella rete: minori e internet (dott.ssa Laura Aria, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni AGCOM; La famiglia nella TV (Enrico Cassanelli, FSC; La famiglia nella pubblicità (Simonetta Blasi, FSC; Family Telling: raccontare la famiglia (Paolo Restuccia, FSC; Corpi in comunicazione (Tadeusz Lewicki, FSC); L’arte del dialogo in famiglia (Antonio Dellagiulia, FSE UPS). La mattinata si è conclusa con la concelebrazione eucaristica, presieduta da don Ivo Coelho, Consigliere generale per la Formazione. Nel pomeriggio sono state condivise le esperienza dei laboratori con il coordinamento di sr. Anna Rita Cristaino (fma). Quindi sr. Moreira, don Filiberto e don Mantovani hanno ringraziato quanti hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento e hanno dato appuntamento all’edizione 2016.

Dall’incontro è emersa la consapevolezza di quanto sia importante la formazione alla comunicazione sia per le nuove generazioni di consacrati, sia per la formazione permanente di formatori e formatrici, in quanto comunicatori e testimoni di Dio. ci si è resi conto che le competenze comunicative per testimoniare il Vangelo e sviluppare la missione non sono un optional. Perciò salesiani e FMA, in quanto educatori, evangelizzatori e comunicatori dell’amore di Dio, vivono in formazione permanente e sono chiamati a maturare se stessi e nei loro destinatari sempre nuovi e più profondi percorsi comunicativi. La presenza di tanti giovani religiose e religiosi in formazione all’UPS è stata un segno di vera speranza.

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