giovane famiglia(Roma, 16 marzo 2017) - La Giornata della comunità universitaria di quest’anno, svoltasi ieri, 15 marzo, ha avuto per titolo-guida Un amore di famiglia, una famiglia per amore, ispirato all’esortazione apostolica Amoris Laetitia di Papa Francesco.

La giornata, è iniziata alle 8.45 con l’avvio degli otto laboratori proposti dalle varie Facoltà dell’Università: Amore e famiglia libera-mente; Amoris Laetitia. Prospettive teologiche e morali; Dall’amore alla letizia familiare; L’amore è una cosa semplice?; La famiglia aspetta; La famiglia nelle serie TV: Breaking bad; Questione gender, risvolti legislativi ed ecclesiastici; “Tu sei per me padre e nobile madre, fratello e sposo fiorente”.

I workshop in cui si sono liberamente suddivisi gli studenti di tutte le facoltà, e per i quali hanno espresso unanime e entusiastica soddisfazione, si sono conclusi alle 10.15 per la foto ricordo davanti all’ingresso principale dell’Università. Alle 10.45 la giornata ha avuto il suo momento plenario presso l’Aula Paolo VI dell’UPS avviato da un video prodotto da Andrea Petralia e Veronica Petrocchi, con la collaborazione del prof. Enrico Cassanelli (FSC). Non più divisi in gruppi ma tutti insieme per ascoltare mons. Pierangelo Sequeri, teologo, scrittore e musicista, preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di studi su Matrimonio e Famiglia. Sara Paolucci e Jacopo Balliana, studenti della FSC, hanno introdotto i vari momenti dell’incontro avviato dalla riflessione di mons. Sequeri che interloquiva con il prof. Vittorio Sammarco, docente FSC. Un amore di famiglia, una famiglia d’amore, un chiasmo interessante, come lo ha definito mons. Sequeri, da non intendere mai come ossimoro. Il relatore ha focalizzato il suo intervento sul ruolo della famiglia nella società contemporanea a partire dal documento del Papa. Mons. Sequeri ha fatto notare come la Teologia, si sia "interrogata tardivamente su questioni importanti, come il rapporto di coppia, le difficoltà economiche e sociali delle famiglie, problematiche alle quali la comunità cristiana ha risposto solo parzialmente". Anche una certa Psicologia "è rimasta ferma alle intuizioni di Freud ed è restia a guardare avanti, non affronta temi importanti che riguardano la società e la sua continua evoluzione". Mons. Sequeri ha parlato infatti, in modo provocatorio, di “invidia del maschio, invidia del fallo, mentre oggi sarebbe più opportuno parlare di invidia del grembo, con la facilizzazione dell’affitto dell’utero”. Attraverso un’impeccabile strategia comunicativa, prima ideologica e poi valoriale, "ci hanno convinto che la donna non doveva essere solamente procreatrice, ma uomo e donna dovevano eguagliarsi". Alla luce di questa “rivoluzione” e consolidati i nuovi principi, alcune lobby hanno pensato di creare un vero e proprio business mondiale che desse la possibilità a chiunque, anche a un solo uomo, di poter diventare genitore. "Negli ultimi anni l’opinione pubblica e i media [che in questo hanno avuto e hanno tuttora un ruolo determinante], hanno portato alla rivendicazione delle unioni omosessuali, fino ad arrivare al diritto di essere considerati famiglia". Ecco allora da dove nasce la necessità di un intervento deciso e costruttivo del mondo cristiano per far chiarezza, in un caos creato ad hoc dalle grandi “multinazionali del seme”. "Un uomo e una donna da soli non possono procreare, per un dato oggettivo, biologico e naturale. La tattica portata avanti dalle banche del seme solo per meri interessi economici, tende a estremizzare le posizioni della Chiesa additandola come bigotta. Ma un diritto che esclude un altro diritto, ad esempio quello del minore, è veramente un diritto?".

Il bambino, anzi "il cucciolo – come ama ripetere mons. Sequeri – da soggetto diventa puro oggetto di una compravendita illecita e costituzionalmente illegale secondo le leggi della nostra Costituzione".

Alla riflessione del prof. Sequeri ha fatto seguito un intermezzo musicale di cui sono stati protagonisti il Coro universitario, guidato dal maestro don Santiago Gassín, accompagnato al pianoforte dalla prof. Claudia Caneva e da Katia Catarci all’arpa.

Di seguito un rappresentante per ciascun laboratorio ha riportato in sintesi l’esperienza del lavoro svolto in gruppo in mattinata, spiegando i temi trattati e riportando le considerazioni conclusive spesso condensate in una domanda. Quindi, accompagnati dalla melodia elegante dell’arpa, due studenti della FSC, Stefania Postiglione e Andrea Bencivenga, coordinati dal prof. Tadek Lewicki (FSC), hanno letto alcuni brani scelti dalla prof. Cristiana Freni (FdF) dalla corrispondenza dei coniugi Beltrame Quattrocchi, dichiarati beati da Giovanni Paolo II nel 2001, simbolo di santità familiare e della nobile passione che li ha tenuti insieme per tutta la vita.

Successivamente i presentatori della Giornata della comunità universitaria hanno chiamato nuovamente sul palco mons. Sequeri che ha concluso il suo intervento soffermandosi tra l’altro sull’azzardo del matrimonio, sul valore/peso della convivenza, sul gender in generale e sulle sue implicanze nel diritto, in risposta alle sollecitazioni arrivategli dai workshop. A suo parere, "l’unione di una donna e un uomo è un rischio, ma da intendersi positivamente, genera una interdipendenza, un legame autentico e fortemente radicato". E continuando ha affermato che "nessun rapporto può essere più forte del matrimonio, perché è in esso che si concretizza l’unione dell’uomo e della donna in una sola carne. L’amore è carnale, è passionale, ma non è solo questo. È rispetto della donna, come madre e procreatrice, e oggi - ha concluso - tutti dovremmo inchinarci dinnanzi a loro".

L’incontro si è concluso con la preghiera guidata da mons. Guerino Di Tora, Vescovo ausiliare del Settore nord della diocesi di Roma, e con il saluto del Rettore, don Mauro Mantovani, che ha ringraziato i partecipanti e gli organizzatori della Giornata. Che si è conclusa con l’Amatriciana di solidarietà presso il Club Don Bosco, dalla quale è scaturita un’offerta che sarà devoluta per le popolazioni terremotate dell’Italia Centrale.

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