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Carla Pirolli

È all’UPS dal 1987, ma la passione per il suo lavoro è la stessa del primo giorno. Per lei il lavoro nella Biblioteca Don Bosco non è un “mestiere” ma l’opportunità di mettere al servizio degli altri le proprie competenze

Era il 1987 e avevo appena terminato gli studi (sono un interprete traduttore nelle lingue tedesco, inglese, francese) quando iniziai a lavorare presso l’Osservatorio della Gioventù nella Facoltà di Scienze dell’Educazione: fino al 2000 mi sono occupata della gestione della Banca Dati bibliografica sui giovani (selezione e inserimento degli articoli di riviste scientifiche internazionali) e successivamente nella redazione della rivista “Tutto giovani Notizie” sotto la guida del prof. Renato Mion, allora docente di Sociologia della gioventù, dal quale ho appreso tantissimo riguardo al rigore scientifico e alla metodologia nel lavoro; a distanza di tempo, lo ringrazio per le sue numerose correzioni! Nel corso degli anni ho imparato che è proprio accettando con umiltà i propri errori e le correzioni che si impara veramente, e di questo gliene sarò sempre grata.

Nel 2000, ho iniziato il mio lavoro in Biblioteca: all’inizio mi sentivo “fuori posto” ma grazie allo spirito di collaborazione e disponibilità che da sempre mi accompagnano e grazie all’accoglienza amorevole dell’allora Prefetto della Biblioteca don Juan Picca cominciai la mia avventura lavorativa. In biblioteca continuavo ad occuparmi in parte della Banca Dati bibliografica sui giovani inserita tra le risorse della Biblioteca e curavo insieme al prof. Mion la rubrica “Vetrina Giovani”: una bibliografica ragionata su un tema specifico all’interno della rivista “Orientamenti Pedagogici”.

Nel 2008 mi fu proposto di approfondire la mia formazione e di frequentare la Scuola Vaticana di Biblioteconomia: fu un anno intenso poiché oltre agli impegni familiari (sono mamma di tre figli) e al lavoro, dovevo seguire le lezioni e sostenere gli esami. Un anno pieno ma proficuo: oltre a crescere in formazione e competenze aumentava la passione per questo “servizio”. Ebbene sì, per me il lavoro in Biblioteca è un servizio perché nella catalogazione dei libri e delle altre risorse, pur essendo necessarie determinate competenze, è indispensabile tener sempre presente che l’obiettivo è mettere le risorse a servizio dell’utente, e in particolare della comunità accademica.

Attualmente la mia mansione principale è la catalogazione dei libri e delle risorse digitali che possono essere consultate o scaricate dal catalogo: è possibile infatti consultare molte risorse senza recarsi fisicamente in Biblioteca, semplicemente accedendo al catalogo online. Durante i corsi di formazione agli studenti insisto sempre su questo punto, consiglio vivamente di soffermarsi a leggere la scheda catalografica per ottenere maggiori informazioni e a non fermarsi solamente a cercare la collocazione del libro.

Svolgere il mio lavoro nella Biblioteca Don Bosco mi appassiona tantissimo, è occasione di crescita e luogo di apprendimento continuo nel quale mi viene data la possibilità di contribuire, indirettamente, alla formazione dei nostri studenti catalogando le numerose risorse, sia cartacee sia digitali, che entrano in Biblioteca rendendole quindi fruibili.

Sono contenta di lavorare all’UPS, mi sento come a casa, in famiglia. Sono qui ormai da tanti anni, nel corso dei quali ho sempre cercato di mettere le mie doti umane e le competenze professionali a disposizione degli studenti in un servizio che diventa, nel mio piccolo, ricerca e costruzione del Regno di Dio.